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Clinical Cases

· Anno 2019 ·

Clinical Cases in HIV - Volume 4 2019

Infezione da HIV:
la nuova sfida di raltegravir QD

Ritrovarsi ancora oggi, a distanza di oltre dodici anni dalle prime esperienze cliniche a parlare di raltegravir e delle sue potenzialità offre l’opportunità di riconsiderare l’assoluta peculiarità di questo farmaco ed i vantaggi che derivano dal suo utilizzo. La attuale possibilità di poter finalmente disporre di una nuova posologia in monosomministrazione giornaliera viene a colmare quella carenza di opportunità che ha rappresentato una limitazione nel trattamento ed un potenziale incentivo alla perdita di aderenza: la doppia somministrazione giornaliera. I quattro casi presentati in questa breve rassegna forniscono un significativo spaccato della crescente complessità gestionale del paziente con infezione da HIV, sottolineando al tempo stesso la grande abilità degli infettivologi italiani che hanno saputo valorizzare la plasticità propria di alcuni farmaci antiretrovirali finalizzandola al successo terapeutico.

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Clinical Cases in HIV - Volume 3 2019

Infezione da HIV, DDI e neoplasie

Nell’era della terapia antiretrovirale altamente efficace e ben tollerata (HAART) l’aumentata sopravvivenza ha cambiato lo scenario delle patologie infettive o neoplastiche che si osservano nella popolazione con infezione da HIV. Entrambi i tumori, AIDS correlati (ADC) e non AIDS correlati (NADC), rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità. La HAART, riducendo l’immunodeficienza e favorendo l’immunorecupero, porta ad una sensibile riduzione della percentuale di tumori e permette anche una migliore risposta della terapia antitumorale. L’associazione tra farmaci antiretrovirali e farmaci antineoplastici riveste, quindi, un’importanza sempre maggiore. Le interazioni tra farmaci (DDI) rappresentano un ostacolo all’utilizzo di terapie per patologie differenti e spesso molte interazioni non sono conosciute o possono variare in base a caratteristiche del singolo paziente. Raltegravir rappresenta un farmaco poco gravato da interazioni farmacologiche con i farmaci antitumorali, in quanto è il solo antiretrovirale metabolizzato esclusivamente dalla UGT-1A. I casi presentati confermano la versatilità di raltegravir nel management dei pazienti con infezione da HIV e neoplasie concomitanti.

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Clinical Cases in HIV - Volume 2 2019

La gestione della malattia epatica nei coinfetti post eliminazione di HCV

L’avvento degli antivirali ad azione diretta ha determinato una vera e propria rivoluzione nello scenario della gestione dell’infezione da HCV e delle malattie croniche di fegato ad essa correlate. Il dato di rilievo, per i pazienti con o senza infezione da HIV, è una percentuale di eliminazione del virus di oltre il 93%. Emerge pertanto la necessità di una strategia che miri ad intercettare i casi con infezione attiva, in particolare nelle popolazioni ad alta prevalenza e nei soggetti vulnerabili come quelli con consumo attivo o pregresso di sostanze stupefacenti, i detenuti, i coinfetti con HIV, gli immigrati, le sex worker. Inoltre va affrontato il problema legato al linkage to care e, quindi, vanno ampliati gli sforzi per ottimizzare il collegamento tra medicina del territorio e centri specialistici abilitati alle cure dei pazienti con infezione da HCV. La coinfezione HIV/HCV può e deve essere gestita senza alcun pregiudizio dal momento che i risultati relativi all’efficacia ed alla sicurezza del trattamento, fatta salva la necessità del corretto approccio alle interazioni farmacologiche, ove presenti, sono del tutto sovrapponibili a quelli ottenuti nel paziente con infezione isolata da HCV.

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Clinical Cases in HIV - Volume 1 2019

L’infezione da HIV nelle donne

Anche per quanto riguarda l’infezione da HIV e la terapia antiretrovirale, il genere femminile è stato ed è ancora oggi sotto molti aspetti trascurato. Questioni cruciali di farmacocinetica e farmacodinamica non hanno ricevuto risposte sufficienti e la variabilità individuale al femminile è stata spesso scotomizzata per poi ricorrere a generalizzazioni discutibili. Gli schemi terapeutici consigliati sia in gravidanza sia anche nelle donne in età fertile che esprimono un desiderio di genitorialità, devono basarsi su studi clinici effettuati in gravidanza con particolare attenzione ai dati di teratogenicità: raltegravir si può considerare come valida opzione terapeutica nella donna HIV-positiva in età fertile e in corso di gravidanza stessa.

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