n. 6 - Settembre 2014    
 
 
      Monitoraggio della terapia con analoghi nucleos(t)idici: evidenze scientifiche e cliniche
del trattamento con tenofovir
Pietro Lampertico, UO di Gastroenterologia I, Dipartimento di Medicina,
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano
Alfredo Marzano, SCDU di Gastroenterologia, Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino
Teresa Santantonio, UOC di Malattie Infettive, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale,
Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti, Foggia
 
Il trattamento dell’epatite cronica B ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti. Attraverso un’efficace e persistente soppressione della replicazione del virus dell’epatite B (HBV) è possibile ridurre l’attività necroinfiammatoria epatica e il rischio evolutivo dell’epatopatia verso la cirrosi e le sue complicanze (1).
Gli analoghi nucleos(t)idici di terza generazione, caratterizzati da elevata potenza e barriera genetica, sono in grado di sopprimere la replicazione virale (HBV DNA <12-20 UI/mL real-time PCR) nella maggioranza dei pazienti con epatite cronica B, modificando la storia naturale della malattia. Dati recenti indicano che il mantenimento a lungo termine della soppressione virale è in grado non solo di prevenire la progressione dell’epatopatia, ma anche di indurre la regressione della fibrosi epatica.
I risultati della pratica clinica rafforzano le evidenze sulla sicurezza del trattamento antivirale a lungo termine emerso dagli studi clinici registrativi, fornendo indicazioni importanti per la gestione del paziente con epatite cronica B.
   
I dati di efficacia nei pazienti naive
La potente attività antivirale e l’efficacia di tenofovir nel lungo termine sono dimostrate da studi clinici condotti in pazienti con epatite cronica B naive ed experienced, anche in fase avanzata di malattia epatica. ► continua
 
 
I dati di efficacia nei pazienti
experienced/drug resistant
In accordo con le recenti indicazioni delle linee guida EASL, tenofovir è indicato come farmaco di scelta sia nei pazienti con resistenza agli analoghi nucleosidici (lamivudina, telbivudina ed entecavir) che per quelli con resistenza ad adefovir (1) (Figura 4). ► continua
 
 
Le evidenze di sicurezza nei pazienti naive
Tenofovir ha un profilo di sicurezza ben consolidato da un’esposizione cumulativa stimata a livello mondiale di circa 5.5 milioni di pazienti. Più di 2 milioni di pazienti all’anno utilizzano tenofovir nel mondo e oltre 475.000 in Europa per il trattamento delle infezioni da HIV e HBV (13). ► continua
 
 
Le evidenze di sicurezza nei pazienti experienced/drug resistant
Un recente studio ha valutato la sicurezza di 96 settimane di trattamento con tenofovir in pazienti lamivudino-resistenti e preesistente danno renale lieve, definito da una eGFR tra 50 e 80 mL/min (15) (Figura 7). ► continua
Conclusioni
I risultati degli studi clinici randomizzati e della real life hanno ampiamente dimostrato l’eccellente capacità di tenofovir di garantire la soppressione della replicazione virale a lungo termine nei pazienti con epatite cronica B.
Dati recenti indicano che il trattamento a lungo termine con tenofovir è in grado di determinare la regressione istologica della cirrosi nei pazienti trattati, rafforzando le evidenze di efficacia del farmaco.
Gli stessi studi hanno fornito solide certezze sul profilo di sicurezza di tenofovir nel lungo termine, evidenziando l’assenza di danno renale nei pazienti naive. Nei pazienti experienced, il rischio nefrotossico rimane comunque basso e confinato ai pazienti precedentemente trattati con adefovir+/- lamivudina; tale rischio può essere minimizzato con un attento monitoraggio della funzionalità renale.
Differentemente da quanto riportato dalle linee guida EASL, nei pazienti adefovir-experienced potrebbe essere utile la riduzione della dose di tenofovir nei pazienti con valori di eGFR ≤60 mL/min e livelli di fosfato sierico <2,5 mg/dL, confermati dopo valutazione e correzione del bilancio osseo (normalità dei valori sierici di vitamina D, paratormone e calcio).
Bibliografia
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