Moon e coll. (1) hanno recentemente pubblicato 21 pazienti di cui 19 cirrotici, che hanno sviluppato COVID-19 dopo vaccinazione: 4 pazienti hanno avuto la necessità di essere ospedalizzati (vaccinati con una dose di Oxford-AstraZeneca), e 3 pazienti sono stati ospedalizzati dopo una mediana di 3 settimane dalla seconda dose di vaccino (2 pazienti hanno ricevuto Oxford-AstraZeneca e 1 Pfizer-BioNTech); nessun paziente è andato incontro a morte. Nello stesso studio è stato arruolato come controllo un gruppo di 159 pazienti non vaccinati, cirrotici e che hanno contratto COVID-19: 74% di loro ha richiesto l’ospedalizzazione ed il 9% è morto di complicanze polmonari da virus. Gli Autori non riportano il titolo di Immunoglobuline G (IgG) anti-SARS-CoV-2 dopo la vaccinazione; tuttavia, sottolineano come il titolo anticorpale insieme con la risposta T-cellulare possano predire la protezione contro SARS-CoV-2 e l’andamento favorevole in caso si contragga COVID-19.
Presso il Centro Trapianti di Torino, abbiamo arruolato 89 pazienti in attesa di trapianto di fegato di cui 83% affetti da cirrosi: dopo una mediana di 23 giorni dal ciclo vaccinale completo con vaccino ad mRNA, il 95% dei soggetti ha sviluppato un titolo anticorpale con un valore mediano di 1980 BAU/mL, range 45-2080 (LIAISON® SARS-CoV-2 TrimericS IgG assay, positive value ≥33.8 BAU/mL) (2). Tale titolo si è ridotto di 6 volte dopo 190 giorni; tuttavia, nessuno dei nostri pazienti cirrotici è diventato IgG negativo o ha sviluppato COVID-19. Analogamente, Thuluvath e coll. (3) hanno pubblicato come soltanto il 4% dei pazienti cirrotici non abbia sviluppato alcun titolo anticorpale anti-SARS-CoV-2 dopo la vaccinazione, a prescindere dalla tipologia di vaccino impiegata, e Ruether e coll. (4) hanno recentemente descritto un tasso anticorpale del 98% in un gruppo di 48 pazienti cirrotici, e del 100% in soggetti sani, dopo due dosi di vaccino.
Al congresso AISF 2022, il gruppo di Milano (5) ha presentato una casistica di 182 pazienti cirrotici (74% Child-Pugh A, 31% HCC, 85% COVID-19 naive) e 38 controlli sani. I pazienti cirrotici sviluppavano un titolo anticorpale anti-S significativamente inferiore rispetto ai controlli (999 vs 1520 U/mL, p=0.048), tale titolo si riduceva in modo statisticamente significativo dopo una mediana di 133 giorni (536 U/mL, p<0.0001) ed era inferiore nei pazienti scompensati rispetto ai cirrotici compensati (632 vs 1377 U/mL, p=0.028).
In conclusione, tali dati supportano le attuali raccomandazioni delle principali società scientifiche circa la necessità di vaccinare i pazienti cirrotici, in particolare coloro che siano in attesa di trapianto, anche considerato il basso titolo anticorpale indotto dalla vaccinazione nel post-trapianto. La risposta anticorpale tende a ridursi nel tempo, come d’altro canto nei soggetti sani, rendendo le dosi vaccinali booster fondamentali per mantenere la copertura nel tempo.