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Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea
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L’efficacia della vaccinazione anti-MenB contro Neisseria gonorrhoeae

Roberto Rossotti
Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Verona

Le strategie di contrasto tradizionali restano le uniche di provata efficacia dopo che i risultati dei trial hanno smorzato l’entusiasmo dei dati di cross-protezione dei vaccini MenB contro la gonorrea

fig1La gonorrea rappresenta una delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) batteriche più diffuse a livello globale – Europa ed Italia incluse – con un impatto clinico ed epidemiologico in costante crescita. Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), l’incidenza di gonorrea notificata nei Paesi dell’Unione Europea/Spazio Economico Europeo (UE/SEE) è aumentata progressivamente nell’ultimo decennio, con un incremento particolarmente marcato dopo il 2015 e una ripresa rapida nel periodo post-pandemico. Anche in Italia, sebbene la notifica sia storicamente incompleta, i dati dei sistemi di sorveglianza e dei centri clinici dedicati alle IST indicano un aumento dei casi, soprattutto tra uomini che fanno sesso con uomini (MSM) e giovani adulti.

Parallelamente, N. gonorrhoeae è oggi riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei patogeni prioritari per lo sviluppo di nuove strategie di controllo, a causa della sua straordinaria capacità di acquisire resistenze antimicrobiche. L’emergere di ceppi con ridotta sensibilità o resistenza alle cefalosporine di terza generazione e all’azitromicina pone una seria minaccia alla sostenibilità delle opzioni terapeutiche attuali.

Va inoltre osservato che la profilassi post-esposizione con doxiciclina (doxyPEP) aveva inizialmente generato significative speranze per una potenziale efficacia anche contro N. gonorrhoeae. I dati dello studio DOXYPEP suggerivano un’efficacia attorno al 55% contro questa infezione che, sebbene più bassa rispetto a quanto registrato per sifilide e Chlamydia trachomatis, rappresentava comunque una strategia incoraggiante per il contenimento dell’infezione. Tuttavia, i dati successivi, soprattutto europei, hanno evidenziato che la doxyPEP non risulta efficace contro la gonorrea (Figura 1).

Due metanalisi pubblicate nelle medesime settimane del 2025 sulle riviste Sexually Transmitted Diseases (STD) e Sexually Transmitted Infections (STI) hanno definitivamente escluso una qualche utilità di questa profilassi contro N. gonorrhoeae privandoci di questo potenziale strumento protettivo.

In questo contesto, in assenza di un vaccino specificamente attivo contro N. gonorrhoeae, l’osservazione di una possibile protezione crociata esercitata dal vaccino contro il meningococco B (MenB) nei confronti della gonorrea ha suscitato notevole interesse nella comunità scientifica. Il presente contributo fornisce una revisione critica delle evidenze disponibili sull’efficacia cross-protective dei vaccini MenB contro N. gonorrhoeae.

Epidemiologia della gonorrea e resistenza antimicrobica

L’incidenza notificata di gonorrea supera attualmente i 40 casi per 100.000 abitanti in alcuni Paesi dell’Europa settentrionale ed occidentale, con una concentrazione sproporzionata di casi tra gli MSM, i soggetti con elevato numero di partner e le persone con precedente diagnosi di IST. In Italia, i dati del sistema di sorveglianza delle IST mostrano una tendenza analoga, sebbene con tassi assoluti inferiori, verosimilmente legati a sotto-diagnosi e soprattutto ad una sotto-segnalazione.

Razionale biologico della cross-protezione MenB–gonococco

Neisseria meningitidis e N. gonorrhoeae condividono una stretta parentela filogenetica, con un’elevata omologia genomica stimata tra l’80 e il 90%. Tale similarità si traduce nella conservazione di numerosi antigeni di superficie, in particolare proteine della membrana esterna (outer membrane proteins, OMP), componenti del lipo-oligosaccaride e sistemi di acquisizione del ferro.

I vaccini MenB attualmente disponibili, in particolare quelli basati su vescicole di membrana esterna (OMV) e antigeni ricombinanti (4CMenB), inducono una risposta immunitaria policlonale diretta contro molteplici target antigenici. Studi in vitro hanno dimostrato che gli anticorpi indotti dalla vaccinazione MenB possono legarsi a epitopi espressi anche da N. gonorrhoeae, determinando attività battericida complemento-mediata e interferendo con meccanismi chiave di adesione e sopravvivenza del patogeno.

Correlati immunologici e durata della protezione

A differenza del meningococco, N. gonorrhoeae non induce un’immunità naturale protettiva duratura, probabilmente a causa dell’elevata variabilità antigenica e della capacità di modulare la risposta immunitaria dell’ospite. I correlati immunologici di protezione indotti dal vaccino MenB nei confronti della gonorrea non sono ancora completamente definiti.

Dati sperimentali suggeriscono un ruolo degli anticorpi battericidi e della risposta cellulare Th1/Th17, nonché dell’immunità mucosale. Tuttavia, l’entità e la durata di questa protezione rimangono oggetto di studio.

Evidenze epidemiologiche di efficacia clinica

Le prime evidenze di protezione crociata derivano dall’esperienza neozelandese con il vaccino OMV-MenB (MeNZB), utilizzato su larga scala durante un’epidemia meningococcica. Un’analisi caso-controllo ha evidenziato una riduzione del rischio di gonorrea nei soggetti vaccinati, con un’efficacia stimata intorno al 30%, mentre non si riscontrava un effetto analogo contro le altre IST. Successivamente, studi osservazionali condotti in Australia, Stati Uniti ed Europa hanno confermato un’associazione tra vaccinazione MenB e ridotta incidenza di gonorrea. In particolare, analisi di coorte in popolazioni ad alto rischio (MSM, giovani adulti) hanno riportato stime di efficacia comprese tra il 20 e il 40%, con una maggiore protezione osservata nei primi anni dopo la vaccinazione.

La tabella 1 riassume alcuni dei principali studi osservazionali sulla protezione del vaccino MenB verso N. gonorrhoeae. Va però rilevato che la soglia minima per cui l’efficacia del vaccino può essere considerata utile per migliorare il profilo di sanità pubblica dell’infezione è del 30% e i dati descritti risultano, comunque, molto prossimi a questo limite.

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I risultati dello studio clinico DOXYVAC

Lo studio DOXYVAC, condotto in Francia nel 2021-2022, ha randomizzato 274 MSM a ricevere la vaccinazione 4CMenB e 270 a proseguire il follow up senza vaccino e non ha riscontrato nessun beneficio di questa strategia. Questo studio clinico ha valutato diversi endpoint ma in tutti i casi il vaccino non ha portato nessun tipo di vantaggio: aHR dell’infezione gonococcica complessiva 0.78 (IC95% 0.60-1.01); aHR della gonorrea rettale 0.90 (IC95% 0.64-1.28), uretrale 1.29 IC95% 0.56-2.94) e faringea 0.75 (IC95% 0.53-1.05); aHR dell’infezione sintomatica 0.82 (IC95% 0.38-1.78); aHR della crescita batterica di N. gonorrhoeae con esame colturale standard 0.95 (IC95% 0.55-1.65).

Allo scorso congresso dell’EACS è stato presentato uno studio che ha cercato di replicare il disegno di DOXYVAC all’interno della coorte svizzera i cui risultati sono stati sostanzialmente sovrapponibili. Lo studio randomizzato australiano GogoVax non è ancora stato chiuso ma i risultati preliminari dimostrano un’analoga scarsa protezione di 4CMenB contro la gonorrea.

Una metanalisi ha valutato 12 studi, di cui però solo uno era randomizzato e controllato, mentre tutti gli altri erano retrospettivi, caso-controllo o ecologici, dimostrando un’efficacia del 38%, che però tende a perdersi nel giro di 2-3 anni.

Implicazioni cliniche e prospettive future

I dati di cross-protezione MenB–gonorrea sembravano aprire scenari rilevanti soprattutto in popolazioni ad alto rischio, come MSM e giovani adulti con elevata incidenza di IST. Tuttavia, i dati dai trial hanno smorzato in maniera significativa l’entusiasmo iniziale.

La campagna britannica lanciata nel 2025 in cui il vaccino 4CMenB è stato dichiarato come una vaccinazione contro la gonorrea lascia perplessi anche considerando il costo e i potenziali eventi avversi – frequenti ancorché lievi – attribuibili a questo uso che resta comunque off-label.

Al momento attuale le strategie di contrasto tradizionali (test & treat, partner notification e contact tracing, utilizzo dei mezzi di barriera) restano le uniche di provata efficacia. In attesa dello sviluppo di un vaccino mirato contro N. gonorrhoeae che dimostri livelli di efficacia solidi, il vaccino anti-meningococco B può essere offerto ai soggetti ad elevato rischio informandoli però dell’efficacia contenuta e in ogni caso limitata nel tempo.

 

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  4. Read TRH, Fairley CK, Chow EPF, et al. Gonorrhoea vaccines: a review of current evidence. Lancet Infect Dis. 2022;22:e267-e276.
  5. European Centre for Disease Prevention and Control. Gonorrhoea. Annual epidemiological report. ECDC. 2023.
  6. Russell MW, Jerse AE, Gray-Owen SD. Progress toward a gonococcal vaccine. Front Immunol. 2019;10:2417.
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  8. Lopalco PL, Giuliani M, Salfa MC, et al. Epidemiologia delle infezioni sessualmente trasmesse in Italia. Epidemiol Prev. 2021;45:1-10.
  9. Molina JM, Bercot B, Assoumou L, et al. Doxycycline prophylaxis and meningococcal group B vaccine to prevent bacterial sexually transmitted infections in France (ANRS 174 DOXYVAC): a multicentre, open-label, randomised trial with a 2×2 factorial design. Lancet Infect Dis 2024;24:1093-1104.
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