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La selezione di articoli della letteratura scientifica per un...

La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine
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N.2 - 2026
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a cura del Comitato di Redazione

La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine

Focolaio di meningite B in Inghilterra.
Kirby T. Lancet Infect Dis. 2026 Apr 1:S1473-3099(26)00180-5. doi: 10.1016/S1473-3099(26)00180-5.

Un’epidemia di malattie invasive da meningoccocco B con 21 casi confermati (età mediana 19 anni) e due morti si è verificata nel Kent, Inghilterra, a partire da un night club frequentato da giovani studenti ad inizio marzo 2026. È stato messo in atto un enorme contact tracing, e sono state utilizzate oltre 13.000 dosi di antibiotico e più di 11.000 prime vaccinazioni (in attesa di seconda dose). Mentre ai giovani di 14 anni viene offerto il vaccino MenACWY, non vi è alcun programma di vaccinazione di routine contro MenB negli adolescenti nel Regno Unito perché non ritenuto costo-efficace. Le autorità sanitarie stanno rivalutando tale decisione. Si tratta del più grande episodio epidemico registrato dagli anni ’90, legato a sovraffollamento e condivisione di bevande e sigarette. In un caso si è registrato un ritardo di notifica della ospedalizzazione, con rischi per le tempestive cure dei contatti.


In Italia il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa.
Pariani E, et al. Euro Surveill. 2026;31(15):2600285. doi: 10.2807/1560-7917.ES.2026.31.15.2600285.

L’influenza aviaria A H9N2 è malattia endemica dal 2017 in Africa occidentale, soprattutto nel pollame: rari i casi segnalati nell’uomo, tra i quali: 1 in Senegal (2020), 1 in Ghana (2024). Il primo caso umano in Europa è stato identificato in Lombardia in un paziente che ha contratto la malattia dopo un lungo soggiorno nel paese di origine (6 mesi in Senegal). I sintomi respiratori e la febbre lieve sono esorditi a gennaio 2026. Il contatto con strutture sanitarie è avvenuto a marzo, al rientro del paziente in Italia. Rilevante il fatto che il primo screening con tampone nasofaringeo è risultato negativo per la presenza di virus influenzale. Nel sospetto di una infezione da micobatteri il paziente è stato sottoposto a FBS. Il BAL ha confermato l’infezione tubercolare, ma anche rilevato la presenza di un virus influenzale A non corrispondente a quelli circolanti. Il sequenziamento ha determinato l’elevata omologia di sequenza con un ceppo A H9N2 endemico in Senegal. Il paziente ha iniziato sia terapia anti-TB che oseltamivir 75 mg bid. Non ha sviluppato insufficienza respiratoria, ma il quadro febbrile è persistito a lungo, verosimilmente anche per la concomitante TB. Nessuno dei contatti identificati e sottoposti a indagini di laboratorio è risultato positivo per il ceppo aviario. I contatti più stretti sono stati comunque posti in profilassi con oseltamivir.


Fegato policistico: il Position Statement dell’European Reference Network on Hepatological Diseases.
Heinrich S, et al. Liver Int 2026 Jan;46(1):e70451. doi: 10.1111/liv.70451.

Il fegato policistico è una rara malattia genetica caratterizzata dall’aumento volumetrico del fegato per la presenza nel suo contesto di cisti multiple. La sintomatologia è causata dall’ingombro addominale. L’unico sollievo medico è la somatostatina (SAA), di cui sono state di recente concordate le linee guida d’uso clinico. Il farmaco non fa regredire il volume del fegato ma previene l’ulteriore aumento delle cisti, evitando il trapianto epatico che è stata finora l’unica soluzione terapeutica.


Carbapenemici, scelta obbligata nella terapia delle batteriemie da Enterobacterales produttori di ESBL?
ESCMID Global, Munich 2026

All’ultimo congresso ESCMID questo assunto sembra non confermarsi in due studi multicentrici prospettici randomizzati di cui uno, ASTARTE Trial (Cogliati Dezza F, et al. Abs 06091), che è giunto alla conclusione definitiva essendo stato accettato sulla prestigiosa rivista The Lancet. Lo studio ha arruolato 163 pazienti trattati con temocillina e 121 con ertapenem o meropenem. I successi clinici sono stati del 73% in entrambi i bracci, con rispettivamente 4 e 6 decessi e 6 e 10 ricorrenze: una tendenza confermata anche nelle analisi per protocollo e dei casi clinicamente valutabili, che certifica la non inferiorità di temocillina. Del secondo studio, PeterPen trial (Dishon Y, et al. abs L0036), sono stati comunicati dati ancora non definitivi. Sono stati comunque arruolati 256 pazienti trattati con piperacillina tazobactam (4.5g ev ogni 8 ore) e altrettanti trattati con meropenem (1g ev ogni 8 ore): i fallimenti clinici al giorno 7 sono stati rispettivamente 24.6% e 28.1% (p<0.001 per non inferiorità di piperacillina-tazobactam), un andamento convalidato nell’analisi per protocollo. Al momento della comunicazione la mortalità a 30 giorni complessiva dei pazienti arruolati era 14%. L’arruolamento allo studio continua per avere anche dati che consentano la valutazione di una eventuale non inferiorità di piperacillina tazobactam anche in termini di mortalità a 30 giorni.

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