La lotta contro l’HIV/AIDS rappresenta una delle sfide sanitarie più significative del nostro tempo. Il rapporto Progress report on the continuum of HIV care, 2025 (2024 data) redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), offre una panoramica dettagliata sui progressi compiuti nell’implementazione della Dichiarazione di Dublino per combattere l’HIV/AIDS in Europa e Asia centrale.
Attraverso un’analisi approfondita dei dati forniti da 52 Paesi della regione, il documento evidenzia i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e le aree che necessitano di interventi mirati per migliorare la diagnosi, il trattamento e la soppressione virale tra le persone che vivono con l’HIV. Con un focus sui target globali 95-95-95 stabiliti da UNAIDS, il rapporto non solo evidenzia i progressi, ma sottolinea anche l’urgenza di colmare le lacune esistenti per raggiungere l’obiettivo di porre fine alla trasmissione dell’HIV entro il 2030.
Questo documento non è solo una raccolta di dati, ma un invito all’azione. È un richiamo alla collaborazione tra Paesi, organizzazioni e individui per garantire che nessuno venga lasciato indietro nella lotta contro l’HIV/AIDS. L’invito a tutti i Paesi è che continuino a lavorare insieme per costruire un futuro in cui l’HIV non rappresenti più una minaccia per la salute pubblica.
L’ECDC ha presentato il rapporto annuale sul progresso del continuum di cura dell’HIV, basato sui dati raccolti nel 2024.
Questo documento analizza i risultati ottenuti nell’implementazione della Dichiarazione di Dublino per combattere l’HIV/AIDS in Europa e Asia centrale, fornendo una visione completa dello stato attuale della risposta all’HIV nella regione.
Gli obiettivi del rapporto sono:
L’UNAIDS ha fissato gli ambiziosi obiettivi 95-95-95: entro il 2025, il 95% delle persone che vivono con l’HIV dovrebbe essere diagnosticato, il 95% di queste dovrebbe ricevere terapia antiretrovirale (ART) e il 95% di coloro che ricevono il trattamento dovrebbe raggiungere la soppressione virale. Questi obiettivi corrispondono al raggiungimento della soppressione virale per l’86% di tutte le persone che vivono con l’HIV.
EU/EEA
Entro la fine del 2024, i dati raccolti da 23 Paesi dell’UE/EEA mostrano progressi significativi:
Questi risultati si traducono in una soppressione virale complessiva dell’83% tra tutte le persone che vivono con l’HIV nell’UE/EEA, un dato che si avvicina al target globale dell’86%.
Europa e Asia centrale
Nella regione più ampia di Europa e Asia centrale, i dati raccolti da 38 Paesi indicano:
Questi risultati si traducono in una soppressione virale complessiva del 70% tra tutte le persone che vivono con l’HIV nella regione.
Il rapporto evidenzia significative disparità tra le sottoregioni:
In parallelo, il rapporto analizza i dati raccolti nel 2016, 2019 e 2024, evidenziando un miglioramento costante:
Questi progressi sono attribuiti a un miglioramento nella disponibilità, copertura e qualità dei servizi lungo l’intero continuum di cura.
Persone con Livelli Trasmissibili di Virus
Entro la fine del 2024, si stima che 617.712 persone nella regione di Europa e Asia centrale abbiano livelli trasmissibili di virus, pari al 30% di tutte le persone che vivono con l’HIV.
Nonostante i progressi, il rapporto dell’ECDC evidenzia diversi ambiti che da un lato destano preoccupazione e dall’altro richiedono interventi tempestivi:

Per accelerare i progressi verso l’obiettivo di porre fine alla trasmissione dell’HIV entro il 2030, il rapporto fornisce una serie di raccomandazioni, sia come interventi mirati che come miglioramento dei dati.
Interventi mirati
Miglioramento dei dati
Il rapporto ECDC dimostra che, nonostante le sfide, sono stati compiuti progressi significativi nella lotta contro l’HIV/AIDS. A livello dell’intero continente europeo esistono ancora differenze significative nell’Europa occidentale versus l’Europa orientale. Le disparità non rappresentano solamente un differente approccio sanitario, ma in generale una differente organizzazione nella raccolta dati e nell’offerta del test e del trattamento antiretrovirale nelle specifiche situazioni epidemiologiche. È essenziale intensificare gli sforzi per colmare le lacune esistenti e garantire che ogni persona che vive con l’HIV abbia accesso a diagnosi, trattamento e supporto.
In Regione Lombardia, per fare un parallelismo pertinente, si segnala una sostanziale stabilità dei nuovi casi di infezione da HIV negli anni 2023-2025. A fronte di questo dato incoraggiante, si segnala circa il 65% di late presenter nel 2025, con una maggiore frequenza tra gli eterosessuali maschi. Tra le nuove diagnosi di HIV, nel 2025, è ancora poco impattante l’uso della PrEP, seppure maggiormente diffusa specie tra gli MSM, e l’impiego del test rapido eseguito presso un ente del terzo settore o tramite auto test. C’è quindi ancora molto da fare in queste due attività fondamentali.Pertanto, tracciando un fil rouge tra i dati europei e quelli lombardi, è necessario procedere negli sforzi, con pazienza e determinazione, per fare emergere il sommerso ed essere in grado, realisticamente, di azzerare le nuove infezioni da HIV entro il 2030.