Hantavirus outbreak su una nave da crociera: una nuova lezione

Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse...

Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes
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N.3 - 2026
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Editoriale
Hantavirus outbreak su una nave da crociera: una nuova lezione

Spinello Antinori
Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, Università degli Studi di Milano

Il caso della nave Hondius riaccende i riflettori sulle diverse questioni relative alla trasmissione di malattie infettive altamente diffusive, nonché sostenute da patogeni rari come il virus Andes

fig1Il 2 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riceveva la comunicazione ufficiale da parte delle autorità sanitarie del Regno Unito di un cluster di casi [responsabile di due morti (paziente 1 e 2) e di un soggetto in condizioni cliniche critiche (paziente 3)] relativo a una malattia respiratoria acuta grave a bordo di una nave da crociera battente bandiera olandese (MV Hondius) salpata da Ushuaia (Argentina) il 1° aprile.

Il paziente 1 (successivamente identificato come caso indice) aveva sviluppato sintomi respiratori due giorni dopo la partenza e andava incontro a morte per insufficienza respiratoria acuta l’11 aprile. Non veniva effettuata alcuna indagine microbiologica e il corpo veniva sbarcato nell’isola di Sant’Elena il 24 aprile. La partner (paziente 2) sviluppava contestualmente una grave sintomatologia respiratoria e, dopo un tentativo di rientrare nel paese d’origine con un volo aereo da Johannesburg (il 25 aprile), andava incontro a morte nell’ospedale sudafricano. Entrambi, prima di imbarcarsi per questa crociera, avevano viaggiato in maniera estesa in Argentina, Cile e Uruguay facendo attività di birdwatching.

Il 2 maggio, dopo che diverse cause infettive erano state escluse, sul paziente 3 veniva posta la diagnosi di infezione da Hantavirus con una RT-PCR pan-virale. L’infezione da Hantavirus veniva confermata anche per la paziente 2 e il virus sequenziato identificato come Andes virus (Orthohantavirus andesense). Al 2 luglio, sono stati confermati 12 casi, 1 è considerato probabile con un totale di 3 decessi (case fatality rate 23.1%).

Questo nuovo evento epidemico a pochi giorni dall’approvazione del Piano pandemico nazionale 2025-2029 ha riportato sotto i riflettori delle autorità sanitarie internazionali e nazionali, della comunità scientifica, della popolazione generale e dei mass-media diverse questioni cruciali relative ai sistemi di sorveglianza e contact-tracing delle malattie infettive altamente diffusive, alle capacità diagnostiche, alla disponibilità di farmaci e vaccini nonché, in questo caso,  al ruolo dell’ecoturismo nella possibile diffusione di virus zoonotici presenti in aree sperdute del globo.

Gli Hantavirus sono virus a RNA a singolo filamento con polarità negativa appartenenti alla famiglia Hantaviridae ordine Bunyavirales identificati per la prima volta in Corea del Sud nel 1978 anche se, la malattia causata dal primo virus isolato denominato virus Hantaan (HTNV), era nota dagli anni ’50 per aver dato importanti epidemie con una letalità del 15% fra le truppe impegnate nel conflitto tra le due Coree. Questi virus patogeni per l’uomo sono presenti in tutto il mondo e vengono distinti in virus del Vecchio Mondo [HTNV, Seoul virus (SEOV), Dobrava-Belgrade virus (DOBV) ,  Puumala virus (PUUV) e Tula virus (TULV)] responsabili della febbre emorragica con sindrome renale (HFRS-hemorrhagic fever with renal syndrome) e virus del Nuovo Mondo [Sin nombre virus (SNV), Andes virus (ANDV), Bayou virus (BAYV), Laguna Negra virus (LANV), Choclo virus (CHOV)] responsabili della sindrome cardiopolmonare da Hantavirus (HCPS-Hantavirus cardiopulmonary syndrome)  identificata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1993 (Tabella 1). La distribuzione geografica degli Hantavirus è determinata dalla presenza delle diverse specie di roditori che ne costituiscono il serbatoio naturale. La trasmissione avviene generalmente per inalazione di droplet contaminati con feci, urina o saliva provenienti dai roditori infetti o, meno frequentemente con il consumo di cibo contaminato o attraverso morsi da parte di questi ultimi. Il virus Andes costituisce una eccezione poiché, anche prima dell’attuale outbreak, ne era stata dimostrata, in Argentina e Cile, la trasmissione interumana attraverso contatti stretti e prolungati.

Il periodo di incubazione può andare da 7 a 49 giorni con una mediana di 18-30 giorni. Le cellule endoteliali dei capillari e dei piccoli vasi (di polmoni, reni, fegato, milza, cuore) rappresentano il bersaglio principale degli Hantavirus responsabile in ultima analisi di un incremento della permeabilità vascolare. La HFRS si caratterizza per una fase iniziale con febbre, cefalea, sintomi gastroenterici, disturbi del visus cui segue l’insufficienza renale acuta con proteinuria, ematuria, emorragie cutanee e mucose e shock. Il virus PUUV è responsabile di una sindrome clinica più lieve denominata nefropatia epidemica. Nella HCPS dopo una fase prodromica aspecifica simil-influenzale o con disturbi gastroenterici sopravviene la fase cardiopolmonare caratterizzata da aritmie, tachicardia e shock cardiogeno. Il leakage a carico dei capillari polmonari in questa fase è responsabile della comparsa di infiltrati polmonari bilaterali, edema polmonare e insufficienza respiratoria acuta. Attualmente non vi sono farmaci antivirali approvati per il trattamento (utili nelle fasi iniziali della malattia) e una volta insorte le manifestazioni gravi, la terapia si basa sul possibile impiego di immunomodulanti e sulla terapia di supporto renale e cardiopolmonare (ECMO). Anche per quanto riguarda la prevenzione non sono disponibili vaccini.

In conclusione, l’outbreak osservato sulla Hondius ha messo in evidenza l’attuale impreparazione nei confronti di epidemie che possono insorgere su navi che seguono rotte inusuali, la frammentazione delle responsabilità operative nazionali e internazionali e l’assenza di protocolli condivisi che regolino l’entrata nei porti, la quarantena e il rimpatrio dei passeggeri. Benché la Hondius outbreak per le caratteristiche del virus responsabile non avesse i crismi per indurre una pandemia, tuttavia, ha evidenziato la necessità di investimenti per studiare e prevenire patogeni considerati rari.

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