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La selezione di articoli della letteratura scientifica per un...

La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine
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N.3 - 2026
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a cura del Comitato di Redazione

La selezione di articoli della letteratura scientifica per un aggiornamento su HIV, epatopatie, malattie infiammatorie croniche intestinali e infezioni batteriche e fungine

Dupilumab promettente nella gastrite eosinofila: primo trial randomizzato positivo.
Gonsalves NP, Dellon ES, et al. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2026. doi:10.1016/S2468-1253(26)00116-0.

La gastrite eosinofila è una rara malattia infiammatoria cronica priva di terapie approvate. Nel trial multicentrico di fase 2 DEGAS, 41 pazienti (12-70 anni) sono stati randomizzati a dupilumab o placebo per 12 settimane. Dupilumab ha determinato una significativa riduzione dell'infiltrato eosinofilico gastrico rispetto al placebo (-50% vs -4%; p<0.0001), con miglioramento anche degli score istologici ed endoscopici. Non è stata invece dimostrata una riduzione significativa della sintomatologia nel periodo in doppio cieco. La frequenza degli eventi avversi è risultata sovrapponibile nei due gruppi e non sono stati osservati eventi avversi gravi correlati al trattamento. I risultati confermano il ruolo dell'infiammazione di tipo 2 nella patogenesi della malattia e indicano dupilumab come potenziale prima terapia biologica efficace per la gastrite eosinofila, in attesa di studi di fase 3.


Procalcitonina sierica, un nuovo biomarcatore del carcinoma fibrolamellare del fegato.
Nault JC, et al. J Hepatol. 2026. doi: 10.1016/j.jhep.2026.01.015.

Dal confronto del livello sierico di procalcitonina sierica (PCT) in 18 pazienti con carcinoma fibrolamellare del fegato (FLC), in 64 con carcinoma epatocellulare, in 24 con colangiocarcinoma ed in 20 con cirrosi è emerso che il livello di PCT era significativamente più elevato in FLC (55.2 μg/L) che negli altri gruppi (da 0.11 a 0.16 μg/L; p=0.0005). Il sequenziamento dell’RNA ha evidenziato in FLC aumento significativo dell’espressione del gene CALCA (che codifica per la PCT) in confronto agli altri tumori primitivi epatici. La PCT appare essere un biomarcatore sensibile e specifico del FLC, di utilità nella diagnosi e nel monitoraggio di questo tumore. Tale conclusione è stata indipendentemente validata nell’interpretazione radiologica dei tumori epatici da Kocheise L et al. (J Hepatol. 2026 May 5:S0168-8278(26)00265-5. doi: 10.1016/j.jhep.2026.04.031).


Cefazolina per la batteriemia da Staphylococcus aureus meticillina sensibile (MSSA).
Staphylococcus aureus Network Adaptive Platform (SNAP) Trial Group. N Engl J Med. 2026. doi: 10.1056/NEJMoa2506905.

Cefazolina è un farmaco sostanzialmente meno nefrotossico delle penicilline antistafilococciche quali oxacillina, flucloxacillina e cloxacillina e risulta in vitro egualmente attivo nei confronti di MSSA. Inoltre, è più semplice da somministrare (3 versus 4-6 somministrazioni endovena/die), meno incline al danno acuto renale (AKI) come a disturbi elettrolitici. Infine, cefazolina è più facilmente reperibile sul mercato per gli ospedali italiani che non oxacillina. Sembrano quindi assai interessanti i risultati iniziali dello studio aperto, prospettico e randomizzato ancora in corso su ben 1287 batteriemie da MSSA che ha confermato sul piano clinico la non inferiorità di cefazolina rispetto alle penicilline antistafilococciche in termini di mortalità a 90 giorni (15% vs 17%) e una tendenza assolutamente favorevole in termini di AKI (13.9% vs 19.6%).


La vaccinazione anti-Covid-19 e protezione da eventi cardiovascolari maggiori nella coorte US Veterans.
Cai M, et al JAMA Intern Med. JAMA Intern Med. 2026. doi:10.1001/jamainternmed.2026.1929.

Studio condotto per valutare l’efficacia della campagna vaccinale anti-Covid-19, nella stagione 2024-2025, nella prevenzione dei MACE (stroke, infarto del miocardio, scompenso cardiaco, morte per CVD) correlati all’infezione da SARS Cov2.  349.085 pazienti su 1.039.659 sottoposti a vaccinazione antinfluenzale, hanno ricevuto anche un vaccino anti-Covid-19 (Moderna, BioNTech, NovaVax). 
Gli eventi cardiovascolari maggiori sono risultati significativamente ridotti dopo la somministrazione di un vaccino anti-Covid-19, solo nella popolazione con più di 75 anni di età (5.5 eventi in meno osservati su 10.000 pazienti entro 8 mesi dalla diagnosi di infezione da SARS Cov2) e in modo più evidente in quanti affetti da patologie preesistenti (CVD, diabete, CKD, BPCO, immunodeficienza). L’efficacia della vaccinazione anti-Covid-19, nella prevenzione dei MACE correlati all’infezione, risulta comunque meno evidente negli anni più recenti rispetto a quanto osservato nei primi anni della pandemia, verosimilmente in relazione alla memoria immunitaria presente nella popolazione e a una minore patogenicità delle varianti virali attualmente circolanti.

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