Obiettivi 2030 sull’HIV: il traguardo 95-95-95 e l’analisi...

Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per...

Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto
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N.1 - 2026
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Clinica HIV
Obiettivi 2030 sull’HIV: il traguardo 95-95-95 e l’analisi dei dati più recenti dell’ECDC

Stefano Rusconi
S.C. Malattie Infettive, Ospedale di Legnano, ASST Ovest Milanese & DIBIC, Università degli Studi di Milano

Il rapporto annuale è un invito a intensificare gli sforzi per colmare lacune e disparità esistenti in Europa e garantire a ogni PWH l’accesso a diagnosi, trattamento e supporto

La lotta contro l’HIV/AIDS rappresenta una delle sfide sanitarie più significative del nostro tempo. Il rapporto Progress report on the continuum of HIV care, 2025 (2024 data) redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), offre una panoramica dettagliata sui progressi compiuti nell’implementazione della Dichiarazione di Dublino per combattere l’HIV/AIDS in Europa e Asia centrale.

Attraverso un’analisi approfondita dei dati forniti da 52 Paesi della regione, il documento evidenzia i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e le aree che necessitano di interventi mirati per migliorare la diagnosi, il trattamento e la soppressione virale tra le persone che vivono con l’HIV. Con un focus sui target globali 95-95-95 stabiliti da UNAIDS, il rapporto non solo evidenzia i progressi, ma sottolinea anche l’urgenza di colmare le lacune esistenti per raggiungere l’obiettivo di porre fine alla trasmissione dell’HIV entro il 2030.

Questo documento non è solo una raccolta di dati, ma un invito all’azione. È un richiamo alla collaborazione tra Paesi, organizzazioni e individui per garantire che nessuno venga lasciato indietro nella lotta contro l’HIV/AIDS. L’invito a tutti i Paesi è che continuino a lavorare insieme per costruire un futuro in cui l’HIV non rappresenti più una minaccia per la salute pubblica.

Rapporto di Progresso sul Continuum di Cura dell’HIV, 2025 (Dati 2024)

L’ECDC ha presentato il rapporto annuale sul progresso del continuum di cura dell’HIV, basato sui dati raccolti nel 2024.
Questo documento analizza i risultati ottenuti nell’implementazione della Dichiarazione di Dublino per combattere l’HIV/AIDS in Europa e Asia centrale, fornendo una visione completa dello stato attuale della risposta all’HIV nella regione.

Gli obiettivi del rapporto sono:

  • Analizzare i dati relativi al continuum di cura dell’HIV.
  • Valutare i progressi compiuti negli ultimi dieci anni.
  • Quantificare il numero di persone con livelli trasmissibili di virus.

L’UNAIDS ha fissato gli ambiziosi obiettivi 95-95-95: entro il 2025, il 95% delle persone che vivono con l’HIV dovrebbe essere diagnosticato, il 95% di queste dovrebbe ricevere terapia antiretrovirale (ART) e il 95% di coloro che ricevono il trattamento dovrebbe raggiungere la soppressione virale. Questi obiettivi corrispondono al raggiungimento della soppressione virale per l’86% di tutte le persone che vivono con l’HIV.

EU/EEA
Entro la fine del 2024, i dati raccolti da 23 Paesi dell’UE/EEA mostrano progressi significativi:

  • 93% delle persone che vivono con l’HIV è stato diagnosticato.
  • 95% delle persone diagnosticate riceve terapia antiretrovirale.
  • 94% delle persone in trattamento ha raggiunto la soppressione virale.

Questi risultati si traducono in una soppressione virale complessiva dell’83% tra tutte le persone che vivono con l’HIV nell’UE/EEA, un dato che si avvicina al target globale dell’86%.

Europa e Asia centrale
Nella regione più ampia di Europa e Asia centrale, i dati raccolti da 38 Paesi indicano:

  • 85% delle persone che vivono con l’HIV è stato diagnosticato.
  • 86% delle persone diagnosticate riceve terapia antiretrovirale.
  • 95% delle persone in trattamento ha raggiunto la soppressione virale.

Questi risultati si traducono in una soppressione virale complessiva del 70% tra tutte le persone che vivono con l’HIV nella regione.

Il rapporto evidenzia significative disparità tra le sottoregioni:

  • Europa occidentale: ha raggiunto il 94% di diagnosi, il 96% di trattamento e il 95% di soppressione virale.
  • Europa centrale: ha raggiunto l’88% di diagnosi, il 94% di trattamento e l’88% di soppressione virale.
  • Europa orientale: ha ottenuto l’80% di diagnosi, il 79% di trattamento e il 95% di soppressione virale, ma presenta il maggior numero di persone con livelli trasmissibili di virus (41%).

fig1In parallelo, il rapporto analizza i dati raccolti nel 2016, 2019 e 2024, evidenziando un miglioramento costante:

  • Nell’UE/EEA, la soppressione virale è passata dal 67% nel 2016 al 84% nel 2024 (Figura 1).
  • Nella regione di Europa e Asia centrale, la soppressione virale è aumentata dal 62% nel 2016 al 83% nel 2024.

Questi progressi sono attribuiti a un miglioramento nella disponibilità, copertura e qualità dei servizi lungo l’intero continuum di cura.

Persone con Livelli Trasmissibili di Virus
Entro la fine del 2024, si stima che 617.712 persone nella regione di Europa e Asia centrale abbiano livelli trasmissibili di virus, pari al 30% di tutte le persone che vivono con l’HIV.

  • 41% di queste persone si trova nella sottoregione orientale.
  • 50% delle persone con livelli trasmissibili di virus nella regione orientale non è diagnosticato (Figura 2).

Nonostante i progressi, il rapporto dell’ECDC evidenzia diversi ambiti che da un lato destano preoccupazione e dall’altro richiedono interventi tempestivi:

  • Diagnosi tardive: un numero significativo di persone vive con l’HIV senza esserne consapevole.
  • Accesso al trattamento: in alcune sottoregioni, come l’Europa orientale, la percentuale di persone diagnosticate che ricevono ART è ancora bassa.
  • Soppressione virale: in Europa centrale, il tasso di soppressione virale tra le persone in trattamento è inferiore rispetto ad altre sottoregioni.
  • Qualità dei dati: persistono difficoltà nel monitoraggio accurato, inclusa la gestione di fattori come migrazione, decessi e perdita al follow-up.

fig2

Per accelerare i progressi verso l’obiettivo di porre fine alla trasmissione dell’HIV entro il 2030, il rapporto fornisce una serie di raccomandazioni, sia come interventi mirati che come miglioramento dei dati.

Interventi mirati

  • UE/EEA: ridurre il numero di persone con livelli trasmissibili di virus attraverso test più rapidi, accesso immediato alla terapia e supporto per mantenere la soppressione virale.
  • Europa occidentale: mantenere gli attuali livelli di prevenzione e trattamento, concentrandosi sulle popolazioni chiave meno servite.
  • Europa centrale: accelerare i test e migliorare il supporto per le persone già in trattamento.
  • Europa orientale: espandere l’accesso ai test e al trattamento per tutte le persone che vivono con l’HIV.

Miglioramento dei dati

  • Rafforzare la qualità, la tempestività e la rappresentatività dei dati per monitorare accuratamente l’epidemia e guidare le politiche.

Il rapporto ECDC dimostra che, nonostante le sfide, sono stati compiuti progressi significativi nella lotta contro l’HIV/AIDS. A livello dell’intero continente europeo esistono ancora differenze significative nell’Europa occidentale versus l’Europa orientale. Le disparità non rappresentano solamente un differente approccio sanitario, ma in generale una differente organizzazione nella raccolta dati e nell’offerta del test e del trattamento antiretrovirale nelle specifiche situazioni epidemiologiche. È essenziale intensificare gli sforzi per colmare le lacune esistenti e garantire che ogni persona che vive con l’HIV abbia accesso a diagnosi, trattamento e supporto.

In Regione Lombardia, per fare un parallelismo pertinente, si segnala una sostanziale stabilità dei nuovi casi di infezione da HIV negli anni 2023-2025. A fronte di questo dato incoraggiante, si segnala circa il 65% di late presenter nel 2025, con una maggiore frequenza tra gli eterosessuali maschi. Tra le nuove diagnosi di HIV, nel 2025, è ancora poco impattante l’uso della PrEP, seppure maggiormente diffusa specie tra gli MSM, e l’impiego del test rapido eseguito presso un ente del terzo settore o tramite auto test. C’è quindi ancora molto da fare in queste due attività fondamentali.Pertanto, tracciando un fil rouge tra i dati europei e quelli lombardi, è necessario procedere negli sforzi, con pazienza e determinazione, per fare emergere il sommerso ed essere in grado, realisticamente, di azzerare le nuove infezioni da HIV entro il 2030.

 

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