Risposta immune e vaccinazioni: differenze legate al sesso...

Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini...

Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni
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N.1 - 2026
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Editoriale
Risposta immune e vaccinazioni: differenze legate al sesso biologico

Paolo Bonanni
Professore Ordinario di Igiene - Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze

Le differenze del sistema immunitario, significative tra uomini e donne, incidono su suscettibilità, sviluppo di malattie infettive e risposta alle vaccinazioni

fig1Il sistema immunitario presenta differenze significative tra maschio e femmina, cosa che contribuisce a spiegare la diversa suscettibilità e le differenti modalità di sviluppo di molte malattie infettive e non infettive nei due sessi, oltre alle differenze osservate nella risposta ai vaccini. In generale, le femmine sviluppano risposte immunitarie innate, cellulari e umorali più intense rispetto ai maschi. Anche la risposta alla stimolazione mediante vaccini risulta solitamente più rapida e più elevata, con una potenziale maggiore durata della protezione nel tempo.

Il rovescio della medaglia è la più elevata incidenza nel sesso femminile di alcune patologie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso e la sclerodermia, soprattutto quando siano simultaneamente presenti fattori favorenti genetici e ambientali, che inducono il sistema immunitario ad attaccare strutture proprie dell’organismo. In modo analogo, pur restando generalmente molto contenuti sia per frequenza sia per gravità, gli effetti collaterali associati ai vaccini risultano più comuni nel sesso femminile. È opportuno ricordare che i vaccini causano comunque meno eventi avversi rispetto a qualsiasi altro farmaco terapeutico.

Le differenze osservate sono attribuibili all’interazione di molteplici fattori genetici, ormonali e ambientali. Dal punto di vista genetico, il cromosoma X ospita circa un migliaio di geni, a fronte dei circa cento presenti sul cromosoma Y, e una quota significativa dei geni localizzati sul cromosoma X è coinvolta nella regolazione delle funzioni immunitarie. Inoltre, gli ormoni sessuali steroidei modulano sia la composizione delle popolazioni cellulari immunitarie, sia la loro attività funzionale, influenzando l’espressione genica e la risposta agli agenti patogeni. Un ulteriore contributo sembra derivare dal microbioma intestinale, la cui composizione è a sua volta influenzata dal profilo ormonale, e che agisce indirettamente come modulatore delle risposte immunitarie.

Numerosi studi hanno dimostrato che la risposta ai vaccini contro epatite B, difterite, pertosse, papillomavirus (HPV), influenza, rabbia, febbre gialla e morbillo è generalmente più elevata nelle femmine rispetto ai maschi. Allo stesso tempo, le reazioni avverse ai vaccini contro morbillo, HPV, influenza, epatite B, tetano, difterite, pertosse e pneumococco risultano più frequenti nel sesso femminile.

I dati del rapporto di vaccino-vigilanza AIFA del 2019 (prima della pandemia da COVID 19) mostravano che le segnalazioni di reazioni avverse erano circa doppie nelle donne rispetto agli uomini. Questa differenza non è attribuibile però solo ai fattori biologici, ma anche a una maggiore attenzione delle donne verso il proprio stato di salute, e a una più spiccata propensione alla segnalazione degli eventi post-vaccinali.

Verso vaccini sempre più appropriati: la prevenzione di precisione

I vaccini attualmente disponibili presentano un profilo di sicurezza ed efficacia molto elevato. È quindi paradossale che proprio questi prodotti, tra i più sicuri in ambito farmacologico, siano spesso oggetto di sospetti infondati, alimentando il fenomeno dell’esitazione vaccinale e aumentando il rischio di gravi conseguenze legate a malattie infettive contratte perché non ci si è vaccinati.

Il progresso della ricerca potrebbe condurre alla progettazione di vaccini differenziati per sesso biologico, concepiti non per il singolo individuo ma per sottogruppi di popolazione con caratteristiche comuni, secondo un modello di prevenzione di precisione. In tale scenario, formulazioni con maggiore potere immunostimolante potrebbero essere destinate al sesso maschile, mentre dosaggi ridotti di antigeni o adiuvanti potrebbero risultare sufficienti nel sesso femminile, garantendo un’elevata efficacia e una ulteriore riduzione della pur modesta reattogenicità.

Approfondire la ricerca sui nuovi vaccini

Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci per la tutela della salute lungo tutto l’arco della vita e hanno contribuito in modo determinante all’aumento dell’aspettativa di vita negli ultimi due secoli. In futuro, la popolazione femminile e quella maschile potranno con ogni probabilità beneficiare di vaccini ulteriormente adattati alle proprie esigenze.

Le ricadute positive potrebbero estendersianche oltre le malattie infettive, includendo ambiti come le patologie autoimmuni, per le quali la ricerca sta aprendo prospettive fino a poco tempo fa impensabili.

Ciò richiede un approfondimento sistematico e trasversale della ricerca sulle differenze legate al sesso biologico, finalizzato allo sviluppo di sperimentazioni cliniche e interventi preventivi sempre più mirati ed efficaci

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