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N. 4 - 2020

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N.4 2020
Editoriali

L’amore per HIV ai tempi del COVID-19

Adriano Lazzarin, Milano

Il lockdown dei mesi scorsi ha combinato due ingredienti come il difficilissimo accesso agli ospedali, enfatizzato della paura delle persone con HIV di farsi seguire in strutture dedicate alla diagnosi e cura di COVID-19, e la “distrazione” di personale dedicato per far fronte alla nuova epidemia, mettendo in particolare sofferenza la rete assistenziale. Grazie ad alcuni adattamenti come home delivery, consigli da remoto e telemedicina il sistema ha tenuto e ha consentito alla quasi totalità delle persone con HIV di continuare a curarsi. Dalle criticità emerse giungono gli stimoli per delocalizzare sul territorio le attività preventive e i presidi di diagnosi e cura.

N.4 2020
Editoriali

Il premio Nobel 2020 per la medicina onora la scoperta del virus dell’epatite C

Mario Rizzetto, Torino

Il successo delle ricerche di Alter, Houghton e Rice ha permesso per la prima volta nella storia della medicina di curare una malattia cronica come l’epatite C, che colpisce 150 milioni di persone al mondo. La loro ricerca ha reso disponibili test sensibili per identificare HCV nel sangue e ha permesso lo sviluppo di valide terapie antivirali. Il problema ancora da affrontare resta quello dell’accesso.

N.4 2020
Percorsi clinici

Ruolo di remdesivir nella terapia di COVID-19

Antonella Castagna, Camilla Muccini, Milano

I risultati ottenuti in passato nell’inibizione della replicazione di SARS-CoV e di MERS-CoV hanno spinto la ricerca a puntare su remdesivir, unico tra gli antivirali ad avere confermato l’attività nei confronti del nuovo SARS-CoV-2. Una strategia promettente per affrontare la pandemia da SARS-CoV-2 sembra essere oggi la terapia di combinazione, in cui remdesivir viene associato ad altri farmaci come gli inibitori della Janus chinasi o gli immunosoppressori.

N.4 2020
Percorsi clinici

Iperinfiammazione nella tempesta citochinica da COVID-19: i dati di anakinra

Guido Poli, Milano

L’impiego di anakinra nei pazienti con infezione da Sars-CoV-2 è mirato a contrastare lo sviluppo di una tempesta citochinica che può evolvere in insufficienza respiratoria. Gli studi condotti hanno valutato la capacità del farmaco di spegnere l’eccessiva risposta immunitaria indotta dal nuovo coronavirus, riducendo iperinfiammazione e distress respiratorio. I dati sono promettenti tanto da pronosticare l’impiego del farmaco in associazione con altri anti-infiammatori e anti-virali per contrastare lo sviluppo di complicanze della malattia da COVID-19.

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