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Premio Nobel per la medicina alla scoperta del virus dell’epatite C

Assegnato il premio Nobel per la medicina 2020 a Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice che, lavorando in modo indipendente, hanno contribuito all’identificazione del virus dell’epatite C come responsabile della malattia epatica e della sua trasmissione, aprendo in tal modo il percorso verso lo sviluppo di test di screening e di farmaci antivirali.

Negli anni '70 Alter studiava la trasmissione dell'epatite a seguito di trasfusioni di sangue. Un lavoro precedente aveva identificato i virus dell'epatite A e B; Alter ha evidenziato che un terzo agente patogeno virale trasmesso dal sangue poteva trasmettere la malattia agli scimpanzé. Houghton e colleghi hanno identificato il virus sulla base del materiale genetico di scimpanzé infetti, dimostrando che si trattava di un nuovo tipo di virus a RNA appartenente alla famiglia dei Flavivirus e l'hanno chiamato virus dell'epatite C. Un team guidato da Charles M. Rice, infine, ha utilizzato tecniche di ingegneria genetica per caratterizzare una porzione del genoma dell'epatite C responsabile della replicazione virale, dimostrando il suo ruolo nel causare l’epatopatia.

N. 3 - 2020

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N.3 2020
Percorsi clinici

Ruolo della diagnostica virologica: anticorpi anti SARS-CoV-2

Alessia Lai, Milano

L’emergenza globale e la necessità di metodi alternativi alla diagnosi molecolare di SARS-CoV-2 hanno accelerato lo sviluppo e la disponibilità commerciale di molti test sierologici, economici e convenienti, utili nella diagnosi dei casi sospetti sia in combinazione con i test molecolari sia come test aggiuntivi nei casi sospetti negativi per la ricerca degli acidi nucleici, soprattutto durante le fasi progressiva e di guarigione.

N.3 2020
Percorsi clinici

Gestione delle persone con HIV durante la pandemia COVID-19: raccomandazioni delle Società Scientifiche internazionali

Antonio Di Biagio, Sergio Lo Caputo

L’emergenza sanitaria ha costretto a rivedere la gestione di altre patologie infettive, come HIV, ambito in cui si è registrata una importante riduzione dell’offerta assistenziale: è urgente riprendere al più presto l’attività di prevenzione dell’infezione da HIV per evitare in un prossimo futuro l’aumento di nuove infezioni e diagnosi tardive.

N.3 2020
Percorsi clinici

Dalla soppressione alla cura nella terapia dell’epatite B: il ruolo dei NAPs e dell’approccio multi-target

Alfredo Marzano, Torino

Il trattamento multi-target combina la soppressione con l’inibizione delle proteine virali e/o l’inibizione dell’entry o della dismissione di HBsAg, oppure attivando o ripristinando la clearance immunologica. L’impiego di NAPs, oligonucleotidici sintetici che legandosi a HBsAg ne impedirebbero la dismissione, è stato valutato in combinazione con tenofovir e peg-IFN.

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