ReAd files - Trimestrale di aggiornamento medico - Fondata da Mauro Moroni
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Quaderni

· Anno 2020 ·

Quaderno N. 6 - 2020

POP ART: un nuovo approccio ai bisogni delle persone con HIV

Il nuovo obiettivo di gestione personalizzata e universale dell'infezione da HIV ha traslato dal mondo del marketing alcuni concetti come quello di patient personas, che risponde alla problematica della conoscenza incompleta del comportamento dei singoli pazienti, mediante l’utilizzo di gruppi di pazienti archetipici. La creazione di esempi relativi a diverse patient persona, sulla base di comportamenti, interessi, aspirazioni differenti, permette al clinico di identificare i needs più comuni dei pazienti a cui rispondere con gli strumenti terapeutici oggi a disposizione del clinico. La valutazione e l’utilizzo dei nuovi farmaci non possono, a parità di efficacia e tollerabilità, non tenere conto delle specificità individuali delle persone con HIV. Il regime basato su B/F/TAF coniuga le esigenze della farmacologia, in termini di affinità di tre farmaci che diffondono nei vari compartimenti, assicurando alte forgiveness e barriera genetica, con quelle dei pazienti, in termini di tollerabilità e di impatto sulla qualità della vita.

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Quaderno N. 5 - 2020

Le infezioni biofilm-correlate: nuovi scenari di diagnosi e terapia

Dall’epidemiologia, all’impatto clinico delle infezioni biofilm-correlate e modelli animali, all’analisi di metodiche e modelli di studio del biofillm batterico, con un approdondimento sulla necessità di analizzare la suscettibilità agli antibiotici dei batteri in fase di biofilm, per definire dei nuovi breakpoint e sviluppare così un vero e proprio antibiofilmogramma. Il nuovo Quaderno fa il punto anche su l’attività di dalbavancina contro i biofilm,da MRSA e sulla sua efficacia clinica.

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Quaderno N. 4 - 2020

HIV e Qualità di Vita

Grazie all’ampia diffusione della terapia antiretrovirale e della trasformazione della malattia da HIV in una condizione cronica, oggi riveste sempre maggiore importanza l’impatto che le terapie possono avere su diversi aspetti della vita dei pazienti HIV-positivi, spesso in precedenza sottovalutati. E’ giunto il momento di superare il metro di giudizio che i soli CD4 o l’HIV-RNA possono offrire e, senza dimenticare questi caposaldi, volgere lo sguardo altrove. La nuova sfida nella gestione clinica delle persone con HIV sta nel definire, sviluppare, validare ed applicare gli strumenti più idonei per catturare le nuove sfumature dei problemi che oggi esse affrontano, ai fini della valutazione della loro qualità della vita. In un’ottica di medicina centrata sul paziente l’utilizzo dei Patients Reported Outcomes (PROs) assume, quindi, un ruolo critico. Il nuovo Quaderno in HIV approfondisce il ruolo dei PROs nella ricerca e nella clinica, presentando l’esperienza e i nuovi progetti della coorte ICONA, uno degli ambiti più adatti per la valutazione della HRQoL come outcome di terapia anche mediante la raccolta dei PROs attraverso nuove tecnologie touch screen.

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Quaderno N. 3 - 2020

Infezione da HIV: il valore del tailoring terapeutico

L’introduzione della classe degli inibitori dell’integrasi ha portato ad una rivoluzione nel panorama della ART, con l’ottenimento di un buon controllo viro-immunologico nella maggior parte dei pazienti, riducendo gli effetti collaterali osservati con i farmaci di altre classi. Per incrementare ulteriormente l’aderenza alla ART e per consentire un adeguato controllo di malattia, si è attuata una riduzione del pill burden, ovvero del numero di compresse che il paziente assume ogni giorno, mediante l’implementazione dei “single tablet regimen” (STR), ovvero regimi completi a più farmaci, condensati in un’unica compressa e, più di recente, alla luce della disponibilità di nuovi ARV, con la riduzione del numero di molecole utilizzate nel trattamento cronico, passando a terapie a 2 farmaci, le cosiddette “dual therapies” (2DR). Per il crescente uso in semplificazione di strategie 2DR basate su 3TC è determinante oggi prevedere il rischio di fallimento virologico per ridurre il rischio di rebound virale. Lo studio condotto sulla coorte ODOACRE ha analizzato i fattori associati a fallimento virologico nei pazienti viro-soppressi che avevano iniziato una 2DR basata su bPI + 3TC o DTG, con l’obiettivo di derivare e validare un nuovo punteggio predittivo. Esiste, infatti, una quota non trascurabile di pazienti (ovvero quelli con score superiore a 5) in cui la semplificazione potrebbe in effetti risultare rischiosa.

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Quaderno N. 2 - 2020

La gestione dell’infezione da HCV nel consumatore di sostanze: where is the gap?

Non è comune nella storia della medicina avere l’opportunità di eradicare un virus, eliminando sulla società l’impatto di una patologia cronica importante come l’epatite C. La disponibilità di terapie antivirali straordinariamente efficaci e sicure, con azione pangenotipica, ha permesso ai sistemi sanitari di poter raggiungere un importante risultato in termini di sanità pubblica. L’Italia al momento è fra i Paesi al mondo che ha trattato più pazienti e ciò fa pensare che l’obiettivo di eradicare il virus possa essere raggiunto probabilmente prima del 2030, come stabilito dalla Organizzazione mondiale della sanità. In breve tempo, sono stati raccolti dati di real life in ampie popolazioni di pazienti, creati registri e attuate reti cliniche, individuati modelli operativi capaci di soddisfare le esigenze di un numero cospicuo di pazienti, e progetti per catturare il sommerso, in particolare nelle categorie maggiormente esposte. Resta aperta la sfida di riuscire a strutturare interventi programmatici a livello delle singole Regioni, inclusivi anche di quella special population costituita da detenuti e consumatori di sostanze che rappresentano oggi il maggior serbatoio di malattia. Nella nuova edizione di Quaderno di ReAd files abbiamo raccolto i contributi del Convegno La gestione dell’infezione da HCV: where is the gap? in occasione del quale operatori dei Servizi per le Dipendenze e della Sanità penitenziaria, specialisti infettivologi, epatologi e psichiatri si sono confrontati per strutturare un modello clinico-operativo efficace e capace di rappresentare un paradigma di integrazione tra ospedale e territorio.

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Quaderno N. 1 - 2020

WOUND CARE - Un moderno approccio alla gestione delle lesioni cutanee

Sarebbero circa due milioni le persone affette nel nostro paese da lesioni croniche cutanee con un progressivo aumento legato all’invecchiamento della popolazione ed all'aumentata prevalenza di patologie croniche quali il diabete. La corretta gestione della carica batterica attraverso l’impiego di antisettici rappresenta un fattore fondamentale nel trattamento delle lesioni croniche cutanee ed insieme alla detersione ed al mantenimento di un microambiente adeguatamente umido favorisce il realizzarsi delle condizioni locali che permettano lo svolgersi del fisiologico processo di guarigione, evitando la possibile sovrainfezione della ferita che potrebbe richiedere la prescrizione di antibiotici, con ricadute positive anche in termini di antibioticoresistenza e di spesa sanitaria. La corretta valutazione della ferita e l'utilizzo di medicazioni appropriate richiedono una formazione professionale degli operatori specialistica e continua nel tempo, essendo chiamati ad operare con spirito multidisciplinare, auspicabilmente nell’ambito di una visione olistica che preveda, oltre alla cura della lesione, anche una presa in carico globale del paziente. In occasione del XV° Congresso Nazionale AIUC - Associazione Italiana Ulcere Cutanee, medici ed infermieri specialisti in vulnologia si sono riuniti per discutere di queste tematiche nel simposio “Wound care: aspetti pratici e organizzativi nell’approccio moderno alla gestione delle lesioni cutanee”, del quale questo Quaderno costituisce un approfondimento mirato allo sviluppo di percorsi gestionali ragionati.

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